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UNA MUSA ISPIRATRICE MAI INCONTRATA

Un progetto monografico di Pietro Antorini

Una serie di volti di Elisa, ritratta senza averla mai conosciuta, ma incontrata solo nella visione romantica di un artista rimasto affascinato da una semplice fotografia, dalla bellezza come mera estasi dell’occhio, da cui ne ha tratto ispirazione. Secondo la mitologia classica, le Muse venivano identificate nelle figlie di Zeus, protettrici del canto, della musica, della danza e della poesia. Giovani e bellissime, venivano invocate principalmente dai poeti come ispiratrici delle loro opere. La storia, non solo dell’arte, è intrisa di muse ispiratrici, sia in carne e ossa che frutto dell’immaginazione, che hanno reso possibile la creazione di capolavori artistici e letterari.

La musa ispiratrice entra nella mente dell’artista, portandolo ad evolversi in tutto il suo percorso artistico. Molto spesso si tratta delle compagne di vita degli artisti stessi, diventate la fonte primaria della loro ispirazione, come per Rubens, Renoir, Modigliani, che hanno dipinto più volte le loro mogli. Solo per citarne alcune, Beatrice per Dante, Laura per Petrarca, la “Fornarina” per Raffaello, Elizabeth Siddal, moglie di Dante Gabriele Rossetti e musa preferita dai preraffaeliti. Pietro ha volutamente fermato la conoscenza della sua musa ad una mera fotografia per non avere, nel suo percorso artistico, influenze di carattere diverso da un puro godimento estetico. Un artista visivo abituato a ritrarre volti senza la loro presenza fisica vedrà i suoi stessi capolavori prendere vita.